I luoghi comuni su una società
che corre troppo ormai sono più che conosciuti. Eppure le cose non cambiano. Eppur tutto si muove...E noi quanto siamo realmente capaci di
rallentare e attendere? Quanto siamo propensi ad ascoltare il richiamo di un
corpo e di una mente che ci chiedono di ritrovare la dimensione del riposo e
della pace?

Poi ricominciamo. Torniamo a
correre, affrettarci, avvampare. Dimentichiamo il ritmo orientale dei corsi a
pagamento e prendiamo la metropolitana dello stress quotidiano. Così viviamo.
Ogni giorno.
La consapevolezza di questa
contraddizione fa riflettere. Fa pensare a quanto ci stiamo perdendo in questa
continua rincorsa all’oro. “Lavoriamo per vivere o viviamo per lavorare?” si
domandava qualcuno. E in questo vortice trasciniamo anche i nostri piccoli che
a cinque anni vengono presi, portati, lasciati, ripresi, in un rito senza fine
e che dopo tutto questo hanno bisogno del corso di meditazione infantile per ricordarsi
di essere bambini e imparare a gestire la rabbia verso chi li costringe ad
essere altro. Che senso ha tutto questo? Dove li stiamo traghettando? In un
futuro in cui avranno iniziato a correre troppo presto e smetteranno di farlo
troppo tardi? Cosa scegliamo di essere per loro? Cosa vogliamo che siano per se
stessi?
A volte non è solo il corso di
yoga quello di cui abbiamo bisogno. A volte dobbiamo fermarci per praticare
l’introspezione, la narrazione di noi, la ricerca del vero significato della
nostra esistenza per trovare la risposta che cerchiamo. Ma fa paura fermarsi.
Fa spavento avere tempo da dedicare alla noia, all’ozio, al dolce far niente.
Ci attanagliano i sensi di colpa del tempo perso, di tutto quello che abbiamo da fare e non stiamo facendo.
Ma qual è davvero il tempo che stiamo perdendo? Che cos'è ciò che davvero può fare bene a noi, ai nostri figli con noi, e alla nostra anima?
Ecco io credo che ciò di cui abbiamo bisogno sia ritrovare il tempo del non tempo, il luogo del non luogo, per sapere di essere esattamente dove si è, nel momento in cui si è e con chi si vuole veramente essere. Questo cura il nostro spirito e, di conseguenza, il nostro corpo che forse smetterà di urlare sordo rimanendo inascoltato fino a quando non ci accorgeremo che il nostro tempo è ormai trascorso.
Ma qual è davvero il tempo che stiamo perdendo? Che cos'è ciò che davvero può fare bene a noi, ai nostri figli con noi, e alla nostra anima?
Ecco io credo che ciò di cui abbiamo bisogno sia ritrovare il tempo del non tempo, il luogo del non luogo, per sapere di essere esattamente dove si è, nel momento in cui si è e con chi si vuole veramente essere. Questo cura il nostro spirito e, di conseguenza, il nostro corpo che forse smetterà di urlare sordo rimanendo inascoltato fino a quando non ci accorgeremo che il nostro tempo è ormai trascorso.